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Olivier Perret, uno chef per tutti i gusti Olivier Perret, uno chef per tutti i gusti

Olivier Perret, uno chef per tutti i gusti

La cucina di Olivier Perret - chef del ristorante Renoir dell'hotel Sofitel di Montreal - combina le esperienze fatte in Europa e in America del Nord, unendo la creatività nordamericana alla raffinatezza europea. I suoi piatti sono realizzati attorno ai prodotti tradizionali del Quebec, sempre completati da un tocco alla francese. 
"In realtà non volevo diventare chef", ammette Olivier Perret, che da cinque anni è a capo del ristorante Renoir. Originario della Borgogna, coltiva il gusto per la cucina fin dall'adolescenza, grazie all'insegnamento di sua nonna. Passa una parte della sua giovinezza nei mercati locali della regione "a vendere funghi". In questo periodo nasce il suo grande amore per i prodotti locali di stagione. 

Lo chef Perret inizia la sua formazione culinaria a 21 anni. Dopo aver ottenuto il diploma CAP Cuisine, lavora come apprendista al ristorante lionese La Tasse, per poi diventare cuoco al Bouchon. Dopo alcuni anni nel Rhône-Alpes, il suo desiderio di evasione lo porta fino in Quebec, a Montreal, dove lavora per molti ristoranti francesi e incontra colei che diventerà sua moglie.

Nel 2002 partecipa all'apertura del Sofitel di Montreal ed entra a far parte dell'equipe del ristorante Renoir. Ne assume le redini poco tempo dopo. Nel 2007 la sua carriera fa un balzo: parte per gli Stati Uniti per diventare executive sous-chef del Sofitel Chicago Water Tower. L'anno dopo collabora con il Sofitel Washington Lafayette Square. Nel 2011, riprende il suo ruolo di chef al Renoir.
"In realtà non volevo diventare chef"
Olivier Perret, uno chef per tutti i gusti
I suoi tratti caratteristici? Piatti delicati e gustosi, creati attorno a ingredienti colorati locali e di stagione. Tre anni fa, dopo essersi ammalato gravemente, Olivier Perret ha impiegato tutta la sua energia per l'ideazione di un "menu salute" destinato ai suoi clienti: frutti di mare, pesce, verdure al vapore, poche salse, pochissimo zucchero e sale... "L'amore per la cucina mi ha talmente pervaso da farmi dimenticare la mia salute", ammette. "Ho consultato molti nutrizionisti che mi hanno fatto capire come mangiare meglio".

Quest'anno, il ristorante ha ospitato il più grande festival gastronomico di Montreal e un mese fa ha ricevuto gli chef e i  sous-chefs della Maison Paul Bocuse, tre stelle nella Guida Michelin. Ma la più grande soddisfazione di Olivier sono stati i due Toques ottenuti da Gault et Millau e un 14/20, il voto migliore dei ristoranti d'hotel a Montreal: "Abbiamo addirittura  battuto Daniel Boulud, il famoso chef di Lione che lavora a New York, una bella soddisfazione!" afferma divertito. "Spero che questo riconoscimento ci permetterà di attirare ancora più turisti". Per adesso il ristorante accoglie un'ampia clientela d'affari, ma anche VIP e politici: il Primo Ministro canadese è di recente venuto a degustare i piatti dello chef Perret.

Umiltà, ascolto e generosità sono i tre pregi che ogni chef deve possedere, secondo colui che in cucina si sente come "un pesce nell'acqua".  "Il mio obiettivo è quello di continuare a divertirmi facendo il mio lavoro", conclude Olivier Perret. "Il giorno in cui non mi divertirò più, mi dedicherò ad altro".

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